Un enorme anello di palloni aerostatici fluttuerà intorno al nostro Pianeta, col compito di diffondere la connessione wireless a Internet a tutti gli utenti di telefonia mobile dell’emisfero meridionale.

È questa la visione di Project Loon, iniziativa di Google che ha preso il via l’anno scorso e che a partire dal 2015 mira a mettere in contatto gli abitanti delle più remote regioni del globo, non raggiunte dalla Rete, con il resto del mondo.

5 megabit al secondo per i cellulari

Durante un intervento all’Emtech Conference di Cambridge, Astro Teller, uno dei responsabili del progetto nonché capo del Google X Lab, ha rivelato che “nel corso del prossimo anno si dovrebbe riuscire a predisporre una schiera semi-permanente di palloni aerostatici, disseminati nell’emisfero sud del pianeta.”

Google sarebbe intenzionata a utilizzare questi palloni – alimentati a luce solare – per diffondere la connessione a Internet attraverso il protocollo di trasmissione LTE, generalmente utilizzato dai telefoni cellulari. Ciò consentirebbe di fornire Internet pubblico senza fili a tutti gli utenti mobili raggiunti dal segnale (e a particolari antenne fisse appositamente configurate) con una velocità media di 5 megabit al secondo.

Secondo Teller, i primi test sarebbero già cominciati, in Nuova Zelanda e Brasile.

Non solo palloni…

Sempre all’interno di Project Loon e per coprire interamente le zone interessate alla sperimentazione, Google pianificherebbe di mandare in orbita interi sciami di satelliti capaci di diffondere il segnale in entrambi gli emisferi. Inoltre, l’azienda ha acquistato la startup Titan Aerospace con l’intento di produrre droni a energia solare in grado di colmare i pochi “buchi” rimasti nella copertura fornita da satelliti e palloni aerostatici.

Ma qual è lo scopo finale di Google in relazione a questa iniziativa?

Semplice: raggiungere miliardi di potenziali utenti Internet che ancora non possono avere accesso ai numerosi servizi offerti dal colosso.

…e non solo Google

Recenti notizie riportano però che Big G non procederà sola e indisturbata verso il raggiungimento del suo obiettivo, poiché pare che anche Facebook desideri estendere il proprio raggio d’azione a tutti quegli utenti che ancora non utilizzano il social network più famoso del mondo.

La sfida sarebbe cominciata con una gara per l’acquisto della Titan Aerospace, ma l’azienda di Palo Alto ha poi deciso di optare per la creazione di una propria casa di produzione droni chiamata “Connectivity Lab”.

Ora, secondo Wired, il Connectivity Lab starebbe già programmando i primi test dei propri droni nel 2015.

Facebook vorrebbe sguinzagliare i suoi droni in 21 location tra Africa, Asia e America latina entro i prossimi 5 anni.

Il sogno di un Internet pubblico

Tra qualche anno dunque circa 4 miliardi di persone che vivono ancora senza Internet passeranno dall’essere “all’asciutto” al dover decidere a quale dei due maggiori giganti mondiali della tecnologia affidarsi per poter navigare.

Al suo avvio, Project Loon – complice il suo nome che tradotto significa all’incirca “progetto pazzia” – aveva fatto pensare a uno scherzo, un’uscita pubblicitaria per far parlare ancora una volta del colosso americano di Internet.

Queste nuove informazioni suggeriscono però che big G potrebbe avere dei piani seri per il progetto, legati probabilmente anche a possibilità di ritorni economici, e ancor di più lo fa pensare il fatto che anche Facebook si sia mobilitata con un’idea molto simile.

Quel che è certo è che la connettività sta diventando una necessità a livello globale, qualcosa di cui non si può più fare a meno.

Un bene che, secondo questa infografica di Repubblica.it Tecnologia, al momento sarebbe disponibile soltanto per il 40% della popolazione mondiale.

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