Tutti i giorni, in ogni angolo del globo, miliardi di dispositivi sfruttano la connessione WiFi per collegarsi a Internet e trasmettere dati, contenuti e informazioni di vario genere.

Malgrado si tratti, quindi, di una tecnologia già ampiamente collaudata ed affermata, forse non tutti sanno che le ricerche sulle potenzialità e sui possibili utilizzi delle trasmissioni wireless sono in costante via di sviluppo.

Lo dimostra il fatto che di recente, in occasione del CES 2016, la Wi-Fi Alliance (la compagnia che certifica gli standard WiFi dei prodotti in commercio) ha annunciato di aver messo a punto un’inedita tecnologia wireless, con caratteristiche finora sconosciute al mercato.
Il nuovo arrivato si chiama WiFi HaLow ed è a tutti gli effetti un nuovo tipo di WiFi, in grado di funzionare a lungo anche su dispositivi caratterizzati da bassa autonomia energetica.

Perché un Nuovo Tipo di Connessione WiFi?

Uno dei problemi noti della tecnologia WiFi più diffusa (quella che utilizziamo tutti i giorni) è infatti che essa richiede un certo quantitativo di energia per poter scambiare i dati in maniera efficace. Si tratta di un grosso problema per tutti quei dispositivi che sono congegnati per essere piccoli, economici e che necessitano di funzionare a lungo – magari per mesi – con una sola ricarica.
Ecco perché la WiFi Alliance ha deciso di effettuare alcune ricerche per risolvere la questione, arrivando a certificare una nuova tecnologia di trasmissione, le cui potenzialità non si fermano qui!

Il nuovo WiFi sarà infatti in grado di coprire distanze molto maggiori (si parla di una portata doppia rispetto ai suoi predecessori) e con una maggior intensità di segnale, perché è in grado di superare con più facilità gli ostacoli che trova sul proprio tragitto, come muri, pareti, ecc.

Il motivo per cui Wi-Fi HaLow consuma così poco è legato al suo funzionamento. A differenza del WiFi tradizionale, non trasferisce i dati in maniera rapida, inviandoli di continuo. Li invia invece con trasmissioni periodiche e concentrate. Il risultato è una trasmissione dei dati più lenta e adatta a uno scambio occasionale di informazioni tra dispositivi, in cambio di una maggior durata delle batterie dei dispositivi stessi.

HaLow è stato definito come un’estensione del più recente standard WiFi, il 802.11ah – di prossima uscita – e opererà a una frequenza di 900MHz, diversa da quelle usate per i protocolli precedenti.

Immagine che mostra gli spettri dei diversi range della connessione WiFi.

Credit: Network World/Stephen Sauer

La Risposta del WiFi al Bluetooth

Per farsi meglio un’idea, si può dire che HaLow è il corrispondente WiFi del Bluetooth, caratterizzato però dalla possibilità di aumentare notevolmente il raggio d’azione del segnale (le trasmissioni bluetooth attualmente non vanno oltre i 10 metri di portata) e dalla capacità di connettersi a Internet – seppur a bassa velocità – quando richiesto.

Tutte queste caratteristiche farebbero di HaLow la miglior opzione al momento disponibile per connettere tra loro i dispositivi indossabili, gli oggetti e i gadget delle “smart home” e i dispositivi dell’Internet of Thing (IoT) in generale. Utilizzando una bassissima quantità di energia, HaLow rappresenta il metodo di scambio dati ideale per dispositivi come i termostati, i sensori di movimento e le serrature controllate via WiFi, che ad oggi possiedono batterie di durata piuttosto limitata.

I primi device con HaLow integrato dovrebbero entrare in commercio intorno al 2018. Saranno con tutta probabilità smartwatch, smartband e altri wearable per il monitoraggio dell’attività fisica, nonchè altre varietà di gadget per la casa.

Ovviamente non manca un lato negativo che, come accennato prima, riguarda la velocità di trasmissione dei dati: non sarà un WiFi adatto alla navigazione su Internet. Volendo, chi lo userà potrà impostare una maggior velocità di trasmissione, ma questa configurazione farà diminuire la durata della batteria del dispositivo in uso.

Una cosa rimane certa: ormai il WiFi possiede una sua storia evolutiva sempre più interessante e continua ad acquistare peso nell’economia delle nostre vite. Per questo, si candida ad essere uno strumento cardine per il futuro della tecnologia.

Menu